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| INTRODUZIONE
Il progetto PSICHO RESCUE è una ricerca-intervento promossa e finanziata dal Programma di azione comunitaria Leonardo Da Vinci.
In termini generali PSICHO RESCUE nasce con l'obiettivo di sviluppare un appropriato curriculum di formazione professionale per gli operatori dei servizi di salute mentale dicomunità (Community Mental Health Worker – CMHW) applicabile e trasferibile a vari contesti europei.
Nella pianificazione di tale compito si sono dovuti innanzitutto considerare ed affrontare due aspetti preliminari:
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La questione della effettiva trasferibilità e riproducibilità delle proposte formative se applicate, nei diversi Paesi europei coinvolti nel progetto, a sistemi di salute mentale con caratteristiche anche molto diverse e, peraltro, in continua evoluzione;
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Analogamente, il problema delle differenti specificità dei sistemi formativi dei vari paesi: sia in relazione alla estrema variabilità delle qualificazioni e delle mission dei singoli profili professionali peculiari a ciascun Paese, sia in relazione alle dinamiche del mercato del lavoro inerenti al campo della salute mentale.
La realizzazione degli obiettivi del progetto, pertanto, ha dovuto procedere attraverso il costante e sistematico confronto con operatori del settore ed altre figure-chiave impegnate nell’organizzazione e nella gestione di servizi e strutture di assistenza psichiatrica all’interno dell’UE, in particolare, ma non soltanto, nell’ambito dei paesi partner coinvolti. Sono stati considerati ed analizzati, per ciascun Paese, i quadri legislativi, le politiche sanitarie in tema di salute mentale, l'organizzazione dei servizi, nonché lo stato di realizzazione di iniziative innovative lungo il percorso evolutivo che in tutta Europa, seppure a differenti velocità, tende alla realizzazione di sistemi di assistenza community-based, attraverso il definitivo superamento dell’approccio “custodialistico” (Killaspy, 2007; Fioritti & al, 1997; Barham, 1998; Barbato, 1998; Cooper, 2001; Becker & al, 2001; D’Avanzo & al, 2003; Höppener & al, 2001).
Ciò ha permesso di razionalizzare gli obiettivi, al fine di realizzare un “prodotto” omogeneo e coerente che riuscisse a includere, in modo trasversale, sia i differenti profili professionali, sia i differenti modelli organizzativi nazionali e/o regionali.
L’impianto complessivo del progetto PSYCHO RESCUE è ispirato alle più recenti concettualizzazioni dell’approccio community-based (Mosher & Burti, 1989; Thornicorft & Szmukler, 2001; Anthony & al, 2002) fondato sull’adozione di principi ormai universalmente condivisi e di seguito riassunti:
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Contesto: servizi concepiti in prossimità dei luoghi naturali di vita e di appartenenza dell’individuo, anziché vincolati alla collocazione del provider;
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Target: non solo i sintomi e la disabilità, ma anche la valorizzazione ed il potenziamento (empowerment) delle risorse degli individui, delle famiglie, delle comunità;
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Metodi: basati sulla valutazione dei bisogni ed obiettivi individuali e caratterizzati dalla tendenza a minimizzare il ricorso all’istituzionalizzazione nelle sue varie forme, privilegiando l’utilizzazione di modelli di intervento fondati su reti assistenziali (network) concepite per favorire l’integrazione degli individui nelle loro comunità di appartenenza.
La scelta di delimitare il nostro campo di studio e di intervento ai servizi community-based è stata fatta sulla base di due considerazioni. In primo luogo, eravamo consapevoli che la vasta tipologia dei servizi di salute mentale esistente non ci avrebbe permesso di sviluppare un prodotto coerente ed applicabile. In secondo luogo, la nostra scelta è stata fortemente influenzata dalle attuali politiche in materia di salute mentale che indicano l’approccio community-based come il più adatto (in termini di efficacia e di rapporto costi/benefici) a rispondere alle richieste e alle necessità del singolo e della società moderna (Thornicroft & Tansella, 2004; McDaid & Thornicroft, 2005; Knapp & al, 1995; Trieman & al, 1999; Leff & Trieman, 2000).
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